Alessandro e Luca a Pizzoli il 29 e 30 maggio 2010
Sembra che, come per molti dei nostri predecessori, l’Abruzzo ci accolga con la bruma, la nebbia ed il freddo. Arriviamo nel pomeriggio inoltrato del venerdi con 13°C e un tempo invernale anche se siamo partiti da Pistoia 5 ore prima con 26 °C e sole pieno.
Forse e’ un modo per farci entrare subito nell’ambiente e non sprecare tempo in convenevoli; c’è bisogno di portare del calore umano , di “riscaldare questa gente”.
Tutto bene all’arrivo, anche se abbiamo in albergo preso subito contatto con la realtà del terremoto e con i disagi immensi che ha creato alla popolazione. Alcune famiglie di sfollati infatti erano sistemate all’albergo Gioia, dove è facile e sopportabile sostare un fine settimana, ma molto più difficile doverci restare per lunghi periodi e lontani dalle proprie case.
(suggerimento per chi verrà: portatevi degli asciugamani, non sono compresi nella stanza)
La sera dell’arrivo, mentre parlavamo dell’indomani si percepiva che erano presenti in noi curiosità e qualche preoccupazione, soprattutto di essere all’altezza dell’impegno che ci eravamo presi.
Era la prima volta che entrambi ci cimentavamo in un tour di 10 trattamenti in un giorno e mezzo, con poco tempo a disposizione per capire e recepire la situazione di ogni persona da trattare.
La stanza per i trattamenti non è troppo funzionale, ma ci siamo adeguati, portando con noi, per fortuna, una luce da tavolo soffusa e dei teli di cotone colorati con cui abbiamo ricoperto i futon rendendo così meno freddo e ospedaliero l’ambiente. Entrambi gli accorgimenti sono stati molto apprezzati.
Inizio difficile, perché alcune persone, che avevano prenotato il trattamento, non si sono presentate; poi tutto è andato bene.
Le persone che abbiamo trattato non erano alla prima esperienza, anzi in questi mesi avevano ricevuto diversi trattamenti. Ci ha colpito subito quanto questa iniziativa sia apprezzata; tutti indistintamente hanno trovato un gran beneficio, aspettano a gloria il loro turno negli appuntamenti, sperano fortemente che il progetto continui.
E’ significativo il fatto che pur avvicendandosi operatori di diverse scuole, tutte le persone abbiano dichiarato miglioramenti sensibili delle loro problematiche, quasi a sottolineare che e’ proprio il tipo di empatia tipico dello shiatsu , che si instaura tra tori e uke, che massimalizza l’efficacia del trattamento. Questo bisogno di sentirsi capiti e considerati, per molti aspetti perduto nella realtà quotidiana, è stato molto ricorrente nei discorsi delle persone e credo che, assieme al trattamento, sia l’arma vincente del successo di questo progetto.
Le nostre preoccupazioni iniziali sono scomparse, visti gli apprezzamenti delle persone trattate. Sono persone provate, cariche di tensioni e preoccupazioni inimmaginabili, ma che si sciolgono con facilità al sorriso, come il tempo atmosferico d’Abruzzo che ci ha poi regalato per il sabato e la domenica due splendidi giorni di sole.
Più di sempre abbiamo percepito quanto sia importante che il nostro shiatsu sia efficace. In questo senso andare a Pizzoli significa assumersi una bella responsabilità.
E’ stata un’esperienza difficile da dimenticare, un contatto vero con le persone che abbiamo incontrato e con noi stessi.
Da Pizzoli si torna sicuramente arricchiti.
Quindi coraggio, facciamoci avanti, il progetto deve continuare.
Alessandro Coppini e Luca Mariani






